Pinot bianco


Il Pinot Blanc, un membro distintivo della famiglia dei Pinot, è uno dei vitigni più rinomati sia in Borgogna che in Alsazia. In passato, è stato spesso confuso con lo Chardonnay, poiché le due varietà condividono molte somiglianze. Tuttavia, oggi è universalmente riconosciuto come la versione bianca del Pinot Noir, un’associazione che è stata osservata per la prima volta nel 1895 da Pulliat a Chassagne-Montrachet e successivamente da Durand a Nuits-Saint-Georges.

Origine


L’origine di questo vitigno è francese, le aree di coltivazione sono ben definite. In Borgogna, il vero Pinot Blanc mostra una vigorosità e una fertilità moderate. Le rese di uva variano dai 20 ai 25 ettolitri per ettaro con una potatura corta e dai 30 ai 40 ettolitri per ettaro con una potatura più lunga. D’altro canto, il Pinot Blanc dell’Alsazia, noto anche come Gros Pinot Blanc, è caratterizzato da una maggiore vigoria e rese più elevate, che mediamente raggiungono i 70 ettolitri per ettaro. In Alsazia, il Pinot Blanc, insieme ad altri vitigni come il Riesling, il Gewurztraminer e il Pinot Gris, costituisce una delle sette “viti sorelle” che rappresentano il patrimonio viticolo della regione. Il vino prodotto è spesso poco aromatico e talvolta viene assemblato con l’Auxerrois Blanc.

Esiste anche una varietà precoce di Pinot Blanc che matura due settimane prima delle altre. Questa variante, identificata da Carl Bronner, si differenzia per il suo fogliame più piatto e dal colore verde chiaro e brillante.

Ampelografia

 Il Pinot Blanc predilige terreni collinari, non eccessivamente fertili e non argillosi. Tuttavia, è suscettibile a diverse malattie come la peronospora e l’oidio. Inoltre, è poco resistente al freddo invernale, alle gelate primaverili e al vento.

Il grappolo di Pinot Blanc è piccolo e a forma di pigna, da cui deriva il suo nome (“pin” in francese significa pigna). Le bacche sono piccole, sferiche e presentano una buccia poco pruinosa di colore giallo dorato, mentre la polpa è succosa, dolce e poco acida.

Zone di produzione

La coltivazione del Pinot Blanc si estende oltre i confini francesi, arrivando in Paesi come Germania, Austria, Svizzera, Italia, Lussemburgo, Belgio, Inghilterra, Portogallo, Argentina, Canada, California, Sudafrica e Nuova Zelanda.

In conclusione, il Pinot Blanc dà vita a vini di colore giallo pallido che sviluppano tonalità ambrate con l’invecchiamento. Al naso, presentano aromi discreti di mela e pesca bianca, mentre in bocca sono inizialmente rotondi con un finale di lunghezza media e aromi retro-olfattivi di frutta bianca.

Borgogna bianco o “Weissburgunder” in Alto Adige (Bolzano) ed in genere nei Paesi di lingua tedesca; il nome di “Borgogna bianco” l’abbiamo peraltro trovato in uso anche in Istria, ma per designare 2 vitigni tra loro nettamente diversi, il “Pinot bianco” e, per errore, lo “Chasselas dorato”. Per i “Pinots” in Italia non è mai adottata la grafia “Pineau” che talvolta è in uso altrove; è adottata invece, limitatamente all’Alto Adige, la dizione tedesca, già ricordata da Goethe (1876), di “Burgunder”. Numerosissima tuttavia è la serie di sinonimi con cui questi vitigni sono noti nei diversi Paesi e zone di coltura; ci guarderemo però dall’elencarli, anche perché non rivestono per il nostro Paese che scarso interesse. Rimandiamo invece chi volesse conoscerli alle principali ampelografie (Odart, Viala e Vermorel, Molon, ecc.) ed all’ottimo manuale di Mondini (1903) su “I vitigni stranieri da vino coltivati in Italia”.

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